documentario, Italia, 2026, 81
regia di Fabrizio Gammardella




LA STORIA

In un pianeta dominato dalla legge del più forte, esiste una specie che ha scelto di non uccidere. Ed è per questo che viene attaccata. Il Vegano.

In una società dominata da tradizioni alimentari e culturali difficili da scalfire, Maledetti Vegani intraprende un viaggio nell’universo plant-based del nostro Paese.

Dagli sportivi vegani di livello mondiale, come Max Brunaccioni e l’ex olimpionico Riccardo Bugari, alla food creator più seguita d’Italia, Fabiola Vegmamy. Dal rigore scientifico della Dott.ssa Silvia Goggi alla contagiosa simpatia dell’ex allevatore Massimo Manni. Storie di successo che diventano il cuore di una rivoluzione gentile capace di attraversare il mondo del food e trascinare lo spettatore in un sorprendente tour culinario tra alcuni dei ristoranti vegani più gustosi della penisola, come il Romeow Cat Bistrot. Un mix esplosivo destinato a far crollare, con ironia e gusto, tutti i pregiudizi sull’universo vegano.



LA RECENSIONE

Essere vegan, oggi, significa spesso trovarsi a spiegare, giustificare, difendere una scelta che per molti è ancora difficile da comprendere. Eppure, alla base di tutto, c’è qualcosa di estremamente semplice: il desiderio di non fare del male agli animali e al pianeta.

L’idea di Maledetti Vegani, documentario tutto italiano sul mondo vegan, non è tanto smontare i miti sul veganismo con un’inchiesta scientifica, ma raccontare il movimento vegan attraverso storie e testimonianze, mostrando come questa scelta stia entrando sempre più nella nostra società italiana.

Uno dei messaggi più potenti del documentario è questo: non serve dividere. Anche chi non è vegan può riconoscersi in alcuni valori – come l’amore per gli animali, l’attenzione per ciò che mangiamo, la curiosità verso qualcosa di nuovo. E magari è proprio lì che si può aprire una fessura in cui è possibile seminare e far germogliare una storia diversa, di cambiamento, di compassione.

Maledetti Vegani racconta una rivoluzione che non fa rumore. Una rivoluzione fatta di scelte quotidiane, di piccoli cambiamenti, di consapevolezza. Una rivoluzione gentile, che non vuole imporre, ma ispirare.


Irene
(Vago e Vego)

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO > CLICCA QUI