film, Italia, Francia, 2024, 93’
regia di Enrico Masi




Enrico Masi ha realizzato un film di estrema, calibrata precisione. Un'opera razionale, sospesa sull'abisso dell'incertezza. Roberto Manassero

Un nucleo familiare composto da sei persone vive senza elettricità in una remota valle alpina. Al di là delle montagne, nella Francia del Sud, è in corso l’ambizioso esperimento di ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), laboratorio internazionale di avanguardia dove si cerca di riprodurre l’energia solare sulla Terra attraverso la fusione atomica. Così, il documentario segue il contemporaneo sviluppo di forze umane e tecnologiche, in un intreccio che svela la comune necessità di reperimento di energia.
A seguito di un incendio nel piccolo insediamento montano, la famiglia decide di dare una radicale svolta alla propria esistenza e di partire per il Canada, alla ricerca dello spazio utile a fondare una comunità energeticamente autonoma. Parallelamente, 18 enormi magneti vengono creati nelle fucine di anonime fabbriche tra Ortona e Marghera, per poi viaggiare su navi cargo e arrivare al Porto di Marsiglia, e finalmente venir assemblato nelle interiora dello storico sito atomico di Cadarache, nel sud della Francia, dove ha luogo la sperimentazione di ITER. Compito dei 18 magneti, invasi dal plasma che raggiunge centinaia di milioni di gradi, è essere la soluzione al deterioramento delle risorse fossili e fornire potenza senza fine.
Terra Incognita è dunque il luogo dove le energie creative dell’umanità e quelle sperimentali della scienza si uniscono, nell’ignoto spazio del futuro.



NOTA EDITORIALE

Dopo due anni di ricerca sulle contraddizioni dell’antropocene, abbiamo iniziato a studiare la figura di Alexander von Humboldt, complice la passione e l’influenza geografica del geografo Franco Farinelli. Da qui abbiamo iniziato a scrivere un soggetto, che abbiamo presentato al bando di sviluppo nel giugno del 2020. In questo soggetto si parlava di una famiglia che vive nelle Alpi in forme autonome. Da qui abbiamo iniziato a viaggiare nel paesaggio atomico europeo. ITER ci è apparso come il più imponente tentativo di risoluzione della questione energetica. Nell’autunno del 2020 abbiamo letteralmente “scoperto” il nucleo familiare dei Keyenburg, con i quali abbiamo iniziato un complesso percorso di avvicinamento. Terra Incognita, nelle sue dimensioni ispirate ai tre capisaldi del Kosmos humboldtiano, prende forma, ponendosi come opera internazionale di sperimentazione linguistica che racconta due vie radicali che tentano il superamento della crisi energetica.

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La teoria del cosmo di Humboldt, sviluppata in seguito al viaggio nell’America equinoziale avvenuto tra 1799 e 1804, è uno dei frutti maturi della stagione illuministica e porta con sé i prodromi di una coscienza ecologica che oggi troviamo tra i punti prioritari dell’agenda globale. Kosmos è un’opera monumentale alla quale Humboldt lavorò per decenni e che caratterizzerà la cultura successiva, in maniera non sempre riconosciuta. Le opere di Charles Darwin e Karl Marx portano con sé il tracciato del geografo tedesco. Questa ricerca dell’assoluto attraverso la conoscenza scientifica, derivata certamente anche dal pensiero tedesco e francese dell’epoca (Rousseau, Kant, Hegel, Schopenhauer, Voltaire, Goethe), che oggi consideriamo alla base della civiltà moderna, diventa nel film documentario punto di partenza per l’impianto narrativo che si appoggia su tre fasi, sintetizzate da Franco Farinelli in: suggestione, esame, totalità. Questa tripartizione è stata alla base della prima fase di scrittura del film.



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