documentario, Croazia, 2025, 112', 
regia di Igor Bezinović

Premi:  International Film Festival Rotterdam 2025: Tiger Award e FIPRESCI Award




Motivazione della Tiger Jury per l’assegnazione del premio a Fiume o Morte!

In un’epoca segnata dalla crescita dell’ultra-nazionalismo nel contesto europeo contemporaneo, il film affronta il passato in modo giocoso, non come un capitolo chiuso, ma come una realtà vivente. Se non ci confrontiamo con il passato come parte del nostro presente, esso continuerà a ripresentarsi in modi che non solo rappresentano un monito per il futuro, ma mettono anche a rischio la possibilità stessa di una convivenza equa e di un’esistenza vivibile non solo per coloro che hanno il potere di affermarsi.



STORIA

Nel 1919 il poeta, drammaturgo, ufficiale e nazionalista italiano Gabriele D'Annunzio guida un contingente di soldati per occupare la città di Fiume, oggi in Croazia, cercando di annetterla al regno d'Italia. Questa occupazione di 16 mesi rimane un episodio peculiare sia nella storia della città che in quella europea. Un secolo dopo, il regista fiumano Igor Bezinović collabora con i residenti della città per rivisitare e reinterpretare questo evento, in un viaggio cinematografico pieno di energia e fieramente punk.



CRITICA

Fiume o morte! di Igor Bezinović, è un’opera extra-ordinaria sotto ogni aspetto. (Wu Ming - Giap)


Con Fiume o morte!, Igor Bevinović dirige un film dal potere liberatorio con cui ha tentato di esorcizzare il passato complicato di un popolo che ha fatto parte di otto paesi diversi, senza mai perdere la propria identità, come testimonia la vivace festa di Carnevale nei titoli di coda. (Federico Rizzo - Sentieri Selvaggi)


Quella che mette in scena Bevinović non è una ricostruzione storica in senso tradizionale né degli eventi né della figura di D’Annunzio; piuttosto è un’investigazione di ciò che rimane oggi nella memoria collettiva di quell’esperienza tracciando attraverso di essa, e nelle diverse opinioni raccolte, una mappa della storia dentro al presente. (Cristina Piccino - Il Manifesto)



Quando la Storia diventa un gioco di specchi: “Fiume o morte!” di Igor Bezinović

Immaginate di raccontare una delle pagine più controverse della storia italiana a chi non ne sa nulla. Meglio ancora: immaginate di farlo proprio nel luogo dove tutto è accaduto, ma dove oggi quella storia sembra essere scivolata via come acqua sul marmo. È questa la sfida che Igor Bezinović raccoglie con il suo sorprendente Fiume o morte!, una docu-fiction che riesce nell’impresa di farci ri-pensare all’avventura dannunziana con occhi nuovi e mente aperta.

Non aspettatevi costumi d’epoca sfarzosi o attori in pose drammatiche: Bezinović sceglie una strada del tutto diversa. Mette in scena la storia dell’Impresa di Fiume attraverso i volti e le voci degli abitanti di oggi, lasciandoli parlare nel loro dialetto fiumano, creando un effetto straniante che funziona alla perfezione. È come se passato e presente dialogassero di continuo creando alcuni cortocircuiti illuminanti e a tratti esilaranti.

La vera magia del film sta proprio qui: nel modo in cui trasforma quello che poteva essere l’ennesimo polveroso documentario storico in qualcosa di vivo e pulsante. E non pensiate che questo significhi sacrificare il rigore storico sull’altare dell’intrattenimento. Grazie alla consulenza dello storico Federico Carlo Simonelli, esperto di D’Annunzio e ricercatore al Vittoriale, ogni dettaglio è accuratamente verificato, eppure è come se la storia venisse raccontata al bar, tra un caffè, una risata e una divagazione filosofica.

Mariana E. Califano - Resistenze in Cirenaica - 09.02.2025 

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