documentario, Argentina, 2024, 72’, v.o. sott. italiano
regia di Alexis Franco![]()
LA STORIA
Nel cuore dell'Argentina, un volenteroso allevatore di bestiame, Omar, si trova coinvolto in una battaglia inesorabile contro la furia della natura. Una prolungata siccità minaccia di sconvolgere lo stile di vita dei gaucho, e la terra ora porta il pesante fardello del bestiame morente. Mentre Omar lotta per tenere in vita le sue mucche, assistiamo alle strazianti decisioni che deve prendere per salvare quel poco che resta.
Donde los árboles dan carne è un film intergenerazionale, crudo e genuino, su una famiglia che si appoggia sull’amore reciproco per superare le difficoltà che deve affrontare per mantenere il suo tradizionale stile di vita. Il film racconta la capacità dello spirito umano di resistere, adattarsi e trovare la speranza anche nelle circostanze più difficili, dando esempio della forza e della resilienza delle persone comuni nell’affrontare sfide straordinarie.
PREMIO GENZIANA D’ORO MIGLIOR FILM AL TRENTO FILM FESTIVAL 2025 - MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
"Con uno sguardo intimo e rigoroso, ma altrettanto potente, Alexis Franco ci conduce nel cuore della Pampa argentina, dove diverse generazioni affrontano le conseguenze della desertificazione e la dissoluzione di un mondo che sembrava immutabile. Il regista compone un film sospeso tra finzione e realtà: un neo-western umanista che decostruisce e reinventa il mito maschile del gaucho, restituendo dignità e fragilitò a una comunità che resiste senza retorica. La narrazione si sviluppa tra gesti quotidiani e paesaggi aridi, evocando un’epica silenziosa che interroga il nostro rapporto con la terra e con il tempo".
NOTA CRITICA
In Donde Los Árboles Dan Carne, il regista argentino Alexis Franco realizza un documentario inquietante e meditativo sulla resistenza e il declino nelle implacabili pianure della Pampa. Il film segue Omar, un gaucho anziano che affronta una siccità inclemente che sta devastando il suo bestiame e spezzando i ritmi lenti ma costanti della sua vita rurale. Condivide la sua casa con la madre 94enne, una donna profondamente spirituale che accende ancora candele e prega per la pioggia, e con la sua vivace nipote Libertad, la cui innocenza infantile conferisce alla storia un barlume di vitalità e speranza.
Senza narrazione e con dialoghi ridotti al minimo, Franco lascia parlare la terra. Terra screpolata, vento secco e il tanfo di decomposizione riempiono lo schermo. La scena iniziale, straziante nella sua immobilità, raffigura Omar che trascina il cadavere di una mucca attraverso un campo arido. Quest’immagine non è solo letterale; è metaforica, e ancora la cruda esplorazione del film sul lento soffocamento della vita rurale di fronte al cambiamento climatico e all’isolamento economico.
Le composizioni di Alexis Franco ricordano spesso le opere di Lisandro Alonso o Carlos Reygadas, registi altrettanto ossessionati dai paesaggi e dalla fisicità del tempo. Franco gira in lunghe inquadrature riflessive che permettono allo spettatore di entrare in sintonia con i personaggi, assorbendo il peso della loro routine. La fotografia è cruda ma poetica, alternando la violenza arida del lavoro quotidiano a momenti di lirismo: Libertad che danza nella polvere, l’anziana madre che mormora preghiere a un crocifisso rotto.
Piuttosto che rappresentare un unico arco drammatico, Donde Los Árboles Dan Carne offre frammenti di vita – faccende domestiche, rituali, pasti e lamenti – cuciti insieme in un tessuto di silenziosa resistenza. Questa non è una comunità che cerca di cambiare il mondo, ma piuttosto di sopravvivergli.
Il ritmo lento, a tratti glaciale, del film potrebbe scoraggiare gli spettatori che si aspettano una narrazione tradizionale. Ma questa lentezza è intrinseca all’esperienza catturata da Franco. Le persone che ritrae vivono in un tempo dilatato, scandito dalle stagioni e dalla crudeltà degli elementi. Il ritmo rispecchia la siccità, che si dispiega gradualmente, ma lascia dietro di sé devastazione.
Il ritmo del film invita alla contemplazione, non all’urgenza, e in quanto tale, allinea la percezione del pubblico con quella dei suoi protagonisti. Non ci limitiamo a osservare la loro situazione, la viviamo.
Greta Wieth - Taxi Drivers - 02.05.2025

